Il mio discorsco al Presidente della repubblica.

Signor Presidente, le porgo il saluto sentito, caloroso, pregno di sentimenti di appartenenza dell'intera comunità di Conversano.
La memoria del martire Di Vagno ci offre motivo di riflessione sulla violenza – sulla devianza –sulla esistenza e sulla distinzione fra il bene ed il male – sull’umanità, sull’etica e sulla politica.
La nostra coscienza manifesta l’esigenza di una rivoluzione culturale. Un'esigenza che nasce dalla consapevolezza del fatto che del male compiuto dal singolo, ognuno di noi in piccola percentuale è complice. Siamo dunque desiderosi di migliorare noi stessi più che critici verso il prossimo, consci che un’ingiustizia contro gli altri costituisce un’ingiustizia contro noi stessi, del fatto che per giudicare il cuore degli altri è bene prima misurare la propria anima. Per questo la città di Conversano la ringrazia e le rende onore per la sua presenza, qui nel Palazzetto dello Sport dei Campioni d'Italia di Pallamano.

Questa comunità che, Lei proprio, lo scorso 30 Dicembre, ha gratificato con il conferimento del titolo di città, oggi vuole essere degna della visita del Capo dello Stato. Vuole farlo affermando ed esaltando la memoria di una vittima, attraverso il ripudio della violenza, propria di una cultura e di uno stile che, non le appartiene.
Questa città, Presidente, le chiede di essere garante della concordia e della pace, principi che non possono considerarsi astratti, bensì posti alla base dell’esigenza di sviluppo, così forte ed impellente in questo tempo. Le chiede ancora di propugnare la verità in politica, di respingere il vizio dei proclami e dell’apparire a tutti i costi e così, di favorire la concretezza e la ricerca delle soluzioni pratiche. Le chiede infine di farsi promotore ed assertore del diritto alla salute ed all’assistenza socio sanitaria, della cultura dell’accoglienza e della certezza del diritto.

La comunità di Conversano si impegna a parlare ai propri figli invitandoli al rispetto, alla responsabilità, al sacrificio ed al coraggio nella vita e nelle scelte – educandoli a considerare pace, e non violenza, valori da cui la società civile non può prescindere. Si impegna ad incoraggiare chi ha la voglia e l’umiltà di dare e di crescere ad ogni età, a non smettere di sostenere i bisognosi, senza dimenticare di inculcare nei giovani il senso profondo dell'adempimento dei propri doveri quale garanzia principale di ogni diritto proprio ed altrui.
Il mio ringraziamento va alla Fondazione Di Vagno, al Presidente Gianvito Mastroleo ed allo staff, tutto, per la lodevole iniziativa, per l’impegno e la professionalità profusi; va alla famiglia Di Vagno che saluto con affetto, va a tutte le autorità, religiose, civili e militari intervenute, a tutti coloro, e sono tanti, che hanno lavorato per il buon esito di questa storica manifestazione, ai miei assessori ed uffici comunali.
La ringrazio ed omaggio ancora, Presidente, Lei ci ha concesso il privilegio di vivere con noi il 90’ anniversario del nostro martire Di Vagno. Porteremo nel cuore il ricordo di questo giorno e vorremmo che lei portasse nel cuore l’entusiasmo, la stima ed il sincero affetto dei bambini, delle donne e degli uomini di questa città.
GRAZIE

Rassegna Stampa